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Storia
le origini

Un idea della storia antichissima della nostra città si ha dalla constatazione che sotto molte antiche case bolognesi, di struttura medievale, si possono ancora trovare le fondazioni della città romana che risale al II secolo A.C. ed in certe case si trovano addirittura tracce di abitazioni che datano all' età del ferro. A partire dal VI secolo A.C. Bologna fù una delle più importanti città Etrusche della Pianura padana e fù nota come Felsina. Nel IV secolo fù occupata dai galli Boi e nei secoli seguenti arrivarono i romani che ne mutarono il nome in Bononia.

Sotto i Romani Bologna fù una città fiorente, che arrivava a ventimila abitanti, imponenti costruzioni ed un vasto teatro. Mantenne il suo prestigio nei secoli imperiali, ma dell'impero seguì il declino ed il suo perimetro si ridusse a poco a poco. Nel V secolo della nostra era, al tempo di San Petronio vescovo, la città iniziò la sua rinascita sino a conoscere, nell'XI secolo, una nuova fase di prosperità. Bologna raggiunse il suo massimo splendore nel XIII secolo, non solo a causa dell'università, la prima (1088) in assoluto, ma anche perché le sue milizie cittadine sconfissero nel 1249 l' esercito dell'imperatore e catturarono Re Enzo, figlio di Federico II di Svevia, trattenendolo prigioniero nella città, nell'omonimo palazzo, sino alla sua morte. Fù un secolo, quello, di riforme sociali: nel 1256 Bologna fù la prima città europea ad abolire la servitù della gleba. In quell'epoca fu ricostruita la cerchia delle mura e Bologna divenne uno dei dieci centri europei più popolosi, con uno sviluppo urbano pari a quello di Parigi.
Lo straordinario sviluppo urbanistico del tardo medioevo e la necessità di ampliare gli spazi abitativi è all'origine dei famosi portici, una soluzione architettonica che permette di allargare i piani alti degli edifici mantenendo il passaggio pedonale a livello di terra, e che a tutt'oggi percorre e caratterizza tutta la città Emiliana.

Bologna mantiene una posizione di primo piano durante l'età comunale (sul finire del '200 sfiora i 50 mila abitanti, collocandosi tra le prime 10 d'Europa), poi nello Stato Pontificio, di cui entra a far parte nel '500 come seconda città dopo Roma e mantenendo sempre un buon margine di autonomia. Nel '600 e '700 la città conosce una forte espansione extramuraria, nel cui ambito si colloca la costruzione del portico di San Luca, che conduce da Porta Saragozza all'omonimo santuario in cima al colle attraverso un percorso coperto di oltre 3500 metri. Le principali vie di comunicazione furono aperte tra la stagione napoleonica e quella fascista, durante le quali si procedette ad un'opera di diradamento edilizio della città storica, che dopo il 1945 non ha subito sostanziali modifiche.
L'impianto urbanistico del centro storico è ancora intatto nel suo assetto medievale, con le strade principali che partono a raggiera dall'asse centrale (l'antico decumano romano, oggi via Ugo Bassi e Rizzoli) verso la periferia, incrociando la cerchia muraria del 1300 (lunga 7600 metri e coincidente con l'odierno anello dei viali di circonvallazione), con le sue 12 porte di accesso, di cui 9 perfettamente conservate e ancora oggi ben visibili. Risale addirittura al 1100 (la prima età comunale) il complesso monumentale divenuto simbolo di Bologna, le due torri (Asinelli, alta 97 metri, e Garisenda, abbassata a 48 metri nel 1300 per la progressiva inclinazione). Di epoca due-trecentesca è l'ingresso in città degli ordini religiosi e la costruzione delle principali chiese gotiche, come S. Domenico (domenicani), S. Francesco (francescani), S. Giacomo (agostiniani), S. Maria dei Servi (serviti), S. Martino (carmelitani). Dello stesso periodo i palazzi del Podestà e di Re Enzo, poi seguiti dal palazzo Comunale (o d'Accursio), che insieme alla basilica di San Petronio (iniziata nel 1390) formano il nucleo storico e monumentale di Piazza Maggiore. Preziose anche le testimonianze dell'architettura religiosa barocca, che si esprime in chiese come S. Paolo, S. Salvatore, S. Bartolomeo, S. Maria della Vita, e della stessa cattedrale di S. Pietro (che pure ha origini romaniche e rinascimentali).
Ai giorni nostri Grande nodo ferroviario, autostradale ed aeroportuale, con manifestazioni fieristiche di livello internazionale, Bologna è stata fino ad oggi una città più di passaggio che di soggiorno turistico, forse anche per le caratteristiche "diffuse" del suo patrimonio storico ed artistico, vasto, ma capillare, che non favorisce il culto di capolavori isolati. Pur non mancando di opere straordinarie, il vero tesoro di Bologna è dato infatti dal suo "insieme", dal complesso urbanistico, architettonico ed artistico che è all'origine della sua atmosfera antica ed accogliente, e che accompagna una tradizione di gastronomia e di cordiale ospitalità che ha meritato alla città una fama universale.

Architettura ed Arte....

Bologna è una città particolare per l'integrità del suo tessuto urbano entro la cerchia delle mura medievali, che risalgono al XIV secolo. Questo tessuto è ancora intatto e domina, anche dal punto di vista visivo, le singole opere architettoniche. A Bologna, al  contrario di altre storiche città Italiane, le opere architettoniche sono meno importanti del disegno della città. Qui anche i più bei palazzi rinascimentali e barocchi sono riassorbiti dalle maglie della planimetria medievale, e si allineano lungo direttrici a stella che partono dal cuore della città (dove sono le due torri pendenti, Asinelli e Garisenda).


Bologna non ha piazze costruite per dare risalto a facciate imponenti. La continuità delle strade e dei 35 chilometri di portici, caratteristica della città, non consente ai palazzi di isolarsi. Un capolavoro come Palazzo Bevilacqua col suo magnifico prospetto lavorato a punta di diamante, o come i palazzi della nobiltà senatoria (Fantuzzi, Albergati, Montanari), si affacciano all' improvviso sul filo della strada, mentre i portoni si aprono inaspettatamente su interni spettacolari, magnifici cortili, ampi scaloni. I secoli d'oro dell'arte bolognese sono il XIV e il XVII. In virtù delle opere realizzate in questi secoli Bologna è rimasta tappa del viaggio rituale che tutti gli artisti e gli scrittori romantici, da Füssli a Goethe e Stendhal, dal nord intraprendevano verso Roma. Il primo exploit figurativo di Bologna è dovuto alla cultura cosmopolita che ha alimentato l'università. Sede di reperti archeologici la cui provenienza (Villanova di Castenaso, alle porte della città) ha dato il nome ad una civiltà preistorica, la civiltà villanoviana (risalente a 9 secoli prima di Cristo).

 
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